Nocte, l’Aglianico raccolto di notte nella Terra dei Re

da il VELINO, (Federica Rogai) 7 apr 2009: http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=819090

Roma, 7 apr (Velino) - Un progetto per rilanciare un vitigno che, pur non avendo nulla da invidiare per gusto ai vini rossi più blasonati, resta ancora poco conosciuto ai più. Si tratta dell’Aglianico, coltivato soprattutto nella zona del Monte Vulture, vulcano spento situato nella parte settentrionale della provincia di Potenza, in Basilicata. Al Vinitaly di Verona il VELINO ha incontrato i fratelli Giuseppe e Paride Leone, dell’azienda vitivinicola “Terra dei Re”, che si trova nel cuore di quel territorio. La cantina insiste su un’area di quattro ettari nel Comune di Rionero in Vulture, in Basilicata, e ha una superficie coperta di circa 3000 mq. Sorge dunque proprio alle pendici del

Nocte

Monte Vulture, sulla strada che da Rionero in Vulture conduce ai laghi di Monticchio. Legati a quella terra da generazioni, tra i loro vini Giuseppe e Paride ne producono uno, “Nocte”, che ha una particolarità: le sue uve nel periodo della vendemmia sono raccolte esclusivamente di notte. “Nella fase di vendemmia ci sono escursioni di temperatura notevoli che sottopongono l’uva a uno stress meccanico e rischiano di creare problemi anche al seme – spiega Giuseppe Leone –. In questo modo si evita il ricorso alla neve carbonica che viene usata per raffreddare le uve in vendemmia e che rischia di aumentare la percentuale di acqua nel vino. Con la pressatura la rottura delle cellule della buccia dell’uva non congelata fa fuoriuscire invece i soli precursori aromatici varietali. L’aroma così risulta più ricco”. “Nocte” è il frutto di una serie di ricerche iniziate nel 2000 e che hanno portato a produrre la prima bottiglia nel 2004.


Ma perché l’Aglianico resta ancora un vino per amatori? “Forse – sottolinea Paride Leone - ha scontato il fatto di essere prodotto in una regione a lungo poco conosciuta. I vini della Toscana o della Sicilia sono stati trainati anche dal turismo. La Basilicata, invece, è una terra montuosa e dove i collegamenti non sono facili”. Da Terra dei Re parte dunque l’idea di un progetto che sarà realizzato nei prossimi mesi e che punterà non solo alla riscoperta dell’Aglianico del Vulture, ma anche a valorizzare le sue proprietà legate al benessere ed alla salute. I fratelli Leone citano a questo proposito il paradosso francese, fenomeno per il quale in Francia, nonostante il consumo di alimenti ricchi in acidi grassi saturi, si è registrata un’inferiore mortalità per malattie cardiovascolari e questo è stato ricondotto al consumo di vino rosso. “La Basilicata – fanno notare – è una delle regioni italiane dove si registra un’elevata longevità e siamo convinti che questo sia legato anche al consumo dell’Aglianico che presenta una concentrazione di polifenoli maggiore di altri vitigni”.
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